Stress

Opening: Stress – Pain of Salvation

Che roba è lo stress?
Una condizione medica?
Uno stato mentale?
Che d’è?

Ogni volta che qualcuno mi chiede “come stai?” mi parte la risposta automatica: “Bene dai, un po’ stressato…”
Solo che in questo momento pagherei per potermi definire “un po'” stressato. Ormai lo stress è diventato un fedele compagno di vita. Non ce ne liberiamo più, man mano che si va avanti, più tecnologia si aggiunge alla nostra esistenza, più frenesia si sparge sulle nostre giornate e più lui è lì, fisso.
E che fa?
Beh, tanto per cominciare non ci fa stare benissimo. Ci fa perdere i capelli, ci fa venire il mal di questo e il mal di quello, ad alcuni fa perdere peso (li mortacci), a me fa ingrassare (…la solita scusa). È che somatizziamo, somatizziamo tutto e poi sfoghiamo. E stiamo sempre male. Sempre acciaccati. E che cazzo!
Sembra che sia inevitabile, che sia una conseguenza naturale di stili di vita sballati, di abitudini sballate, di tante piccole cose che si uniscono e comportano grandi conseguenze. Soprattutto, sembra che “vada bene così”.
“Oh, come stai?! – “Eh, bene dai, un po’ stressato…”
Come se fosse normale, ma sono io in primis, fruitore seriale di questa frase, a riconoscere che non lo sia.

Diciamolo: ci fa comodo lo stress.

Un capro espiatorio sul quale scaricare sempre la colpa di tutto, magari per minimizzare, per non affrontare un discorso generato da un problema più ampio, per rimandare, perché in fondo “va bene così”.
“Ormai” (odio questo avverbio) lo si da per scontato, ma ciascuno di noi dovrebbe, in realtà, indagare circa le cause che lo generano e cercare di fare qualcosa per ridurne gli effetti.
Io ci penso spesso e mi rendo conto sempre più che la mia fonte principale di stress derivi dal lavoro; a seguire, a pochi punti di distanza, le richieste extra-lavorative (che poi alla fine sempre roba di lavoro è). E quindi? Quindi cerco di correre ai ripari, di staccare dal computer (senza riuscirci), di dedicarmi un po’ a me stesso, alla salute, al benessere fisico, a qualcosa che mi piace, tipo scrivere, come sto facendo in questo istante.
Solo che in questo istante a stressarmi ci pensano le turbolenze, che mi sballottano la mano a destra e a sinistra e faccio i solchi sul foglio con la penna.
No vabbé, scherzo (nel senso che non mi stressano).
Cerco di essere sempre ben consapevole del fatto che lo stress si accumula e che non si dovrebbe mai arrivare ad un punto di rottura. Tipo il telefono che cade a terra una, due, tre, cinque, dieci volte e lo schermo e ancora intatto. “Ammazza che figo ‘sto telefono!”
E poi l’undicesima caduta lo smolecola.
Arrivare al punto di rottura è pericolosissimo, mi è capitato più di una volta e più di una volta sono arrivato alla febbre, e poi servono giorni per recuperare.
Bisogna studiare delle strategie, capire dove intervenire, bisogna conoscersi e soprattutto volersi bene.
Io, come parte del programma “less-stress” ho comprato una bellissima macchina fotografica a rullino, così posso dedicarmi un po’ a fare qualche foto “con calma”.
VISTO CHE LO STRESS CI FA COMODO? LO STO USANDO LO STRESS COME GIUSTIFICAZIONE PER L’ACQUISTO DI UNA MACCHINA FOTOGRAFICA!
No dai, in realtà volevo semplicemente ritrovare un po’ di gioia nel dedicare del tempo a scattare UNA foto, senza necessariamente dover riempire una scheda. L’ho portata “qui”, a San Pietroburgo. Certo, il 50mm non è esattamente la mia focale preferita, ma va bene così #lessstress.
Che poi uno dice “ma con l’analogica ti stressi di più, hai poche foto, i rullini costano, il rullino costa… eaò, eccheè?
Calma.

No, io mi rilasso. È una cosa che, ho scoperto, mi piace fare, mi fa “evadere” da una realtà lavorativa nella quale scatto, scatto, scatto e poi post-produco, post-produco, post-produco. Già da un po’ di tempo ho fisiologicamente iniziato a scattare meno e a osservare di più. È una piccola oasi che sto cercando di coltivare, in mezzo all’arido “deserto” nel quale vago in preda allo stress.
Non è forse questo uno dei motivi per i quali ho ricominciato a scrivere?
Perché mi piace da sempre, perché l’ho sempre fatto e mi ha (quasi) sempre fatto bene.

E poi ecco, dico: “Devo perdere 10kg”.
Ma da quanto tempo lo dico? Da due anni, ormai.
Ho parzialmente recuperato il disastro post-atomico, ma sono ormai due anni che devo perdere ‘sti leggendari “10kg di troppo”.
Questa cosa mi genera MOLTO stress, quindi ho dovuto rendermene conto e prendere provvedimenti.
Dedicarmi alla mia salute, come scrivere, mi aiuta a stare meglio, a “sopportare meglio” lo stress.

Ma quindi, in sostanza, che sto dicendo?
Che ho ripreso a scrivere, a scattare a pellicola e a dedicarmi alla cura del mio corpo?
No, in realtà sto dicendo un’altra cosa, universalmente applicabile:

Diciamolo: ci fa comodo lo stress.

Basta poco per individuare ciò che ci fa star male, basta volerlo.

Ora sorvolo su tutta una serie di citazioni improbabili da fotografo hipster perché  1) non va più di moda, 2) mi è sempre stato sulle balle e 3) non ho risvoltini né una barba abbastanza cresciuta coi baffi arricciati, volevo solo tornare un attimo al punto del discorso e condividere con voi, i proverbiali quattro felini, il mio punto di vista su quello che è per me un argomento molto importante.

Invito TUTTI a prendersi un momento di riflessione, a guardarsi un attimo “dentro” e a capire se c’è effettivamente qualcosa che si possa fare per ridurre lo stress. Io ci sto provando.

Ma non solo per voi stessi eh, pure per gli altri.

Se siamo stressati siamo tossici anche per chi ci sta intorno.

Se poi non siete stressati oh, beati voi!

Che avete letto a fare finora? <3