The Concept


Telling a territory ain’t no easy task.

No doubt there are a lot of ways to do it: litterature, music, photography, video, each with its rules, its tools and its athmospheres. A book lets you wander with your mind, visualize a scenario based on the description given by the author, more or less rich in particulars; a song may express a musical tradition or simply transmit sensations, call a land’s beauties  through the power of sounds; a picture can show something, as it is, in that precise moment, without any filters imposed by immagination; a video has the power to show facts, in their making, scenes of what is happening, in that territory.


Raccontare un territorio non è mai un’impresa semplice.

Indubbiamente vi sono molti modi per farlo: letteratura, musica, fotografia, video, ciascuno con i propri canoni, i propri strumenti e le proprie atmosfere. Un libro ti lascia spaziare con la mente, visualizzare uno scenario in base alla descrizione di esso, più o meno ricca di particolari; una canzone può esprimere una tradizione musicale, o semplicemente comunicare delle sensazioni, evocare le bellezze di un territorio attraverso il potere dei suoni; una fotografia può mostrare, senza il filtro dell’immaginazione, ciò che è, come è, immortalato in un determinato istante; il video ha il potere di mostrare degli avvenimenti, nel loro compimento, delle scene di ciò che avviene nel territorio.

  • Photo

  • Video

  • Time-lapse


The idea behind this project is to tell this majestic land using a technique that sinthesizes all the main pillars of photography, video and music, adding a peculiar note to the whole: the possibility to show the “flow of time”.

This technique makes possible to show hours and hours passing before the viewer’s eyes in a handful of seconds, letting a low-pressure area to do its course, the Sun to shed its light on a cliff, the Milky Way to cross the nightsky.

This is how Time meets Landscape and becomes the main character of the tale: time in its inexorable passing through rock and sand, dirt and leaves, in a relentless flow of clouds, waves and stars.


L’idea dietro questo progetto è quella di voler raccontare questo maestoso territorio mediante una tecnica che unisce e sintetizza, in un certo senso, buona parte delle peculiarità di fotografia, video e musica, aggiungendo una nota caratteristica dal grande potere espressivo: la possibilità di mostrare “lo scorrere del tempo”.

Tale tecnica rende possibile mostrare in una manciata di secondi lo scorrere di minuti o perfino intere ore, permettendo ad una perturbazione di compiere il suo corso, al Sole di illuminare una scogliera, all’arco della Via Lattea di attraversare la volta del cielo.

È dunque il tempo, insieme al paesaggio, protagonista di questo progetto; il tempo nel suo inarrestabile scorrere su roccia e sabbia, terra e foglie, in un flusso instancabile di nuvole, onde e stelle.

  • Passing clouds

  • Rising sun

  • Milky Way


Copertura del territorio


My deepest concern in carrying this project on was to “not leave anything out”; to capture every peculiar aspect of this vaste and varied territory, because it was indeed its variety to place such a great curiosity in me, and such a determined will to explore and portray it.

Both in the Main Video and in the Photo Galleries, therefore, you’ll find various scenarios, spacing from sea to mountains, going through thick woods and blooming fields and travelling almost all of the shades this Beautiful land has to show.


La mia più grande premura, nel portare avanti questo progetto, è stata quella di “non lasciare fuori nulla”; catturare ogni aspetto caratteristico di questo grande e variegato territorio, perché è proprio la sua varietà ad aver mosso in me una curiosità così grande, e una tale voglia di esplorarlo e raccontarlo.

Sia nel video che nelle gallerie fotografiche, pertanto, troverete svariati scenari che spaziano dal mare alla montagna, attraversando fitti boschi e prati fioriti e percorrendo, di fatto, la quasi totalità degli scorci offerti dal promontorio del Gargano.



Time-lapse photography is a hybrid technique, as it combines photography and video (and, therefore, music). It basically consists of a sequence of pictures, shot at a given time interval between each other, joined together consequentially to show in a few seconds a scene which took hours to complete; the “compression” of time provided by this technique depends on two factors, and on the fact that to make “1 second” of time-lapse clip, 24 single pictures are needed.

The first factor is the time interval between the single pictures; the larger this interval is, the more time the whole shooting process will take to complete and vice-versa. For example, shooting at a 30 seconds time interval lets you take 2 pictures per minute, so shooting a 400 photos sequence will take more than 3 hours; being 1 second of final video made of 24 pictures, 400 pictures will actualize in a bit less than 17 seconds. Shooting at a 5 seconds interval will let you take 720 pictures in an hour, which will result in 30 seconds of final time-lapse clip; so we’d have an hour of “real” time compressed in 30 seconds of time-lapse video.

The second factor is provided by an additional acceleration of the clip via editing software, which lets you amplify the sensation of the time flowing even more (but sometimes it might result weird). Referring to the second example above, we could get to compress an hour of time in 10 or even 5 seconds.

The enormous expressive power of this technique, joined with its strong visual impact, made me choose it as the medium to tell and show what, to me, is the Gargano.


La fotografia time-lapse è una tecnica ibrida, in quanto combina fotografia e video (e, di conseguenza, musica). Consiste nell’acquisizione di una sequenza di foto ad un dato intervallo di tempo l’una dall’altra, concatenate in seguito per mostrare, in pochi secondi, una scena svoltasi in un lasso di tempo molto più dilatato; l’effettiva “compressione” temporale data da questa tecnica dipende da due fattori e dal fatto che per coprire 1 secondo di video “finale” sono necessari 24 scatti.

Il primo fattore è il tempo che intercorre tra uno scatto e il successivo; più ampio sarà questo intervallo, più durerà il processo di acquisizione dell’intera sequenza e viceversa. Ad esempio eseguendo uno scatto ogni 30 secondi reali si procederà con una frequenza di due scatti al minuto, pertanto per ottenere una sequenza di 400 scatti saranno necessarie oltre tre ore; essendo un secondo effettivo di video composto da 24 foto, 400 scatti si concretizzerebbero in quasi 17 secondi, dunque avremmo compresso oltre tre ore in poco meno di 17 secondi. Viceversa, eseguendo uno scatto ogni 5 secondi, ad esempio, si avrebbero 720 scatti in un’ora, che risulterebbero in 30 secondi di time-lapse; dunque avremmo compresso un’ora di tempo reale in 30 secondi di video.

Il secondo fattore è dato da un’eventuale ulteriore velocizzazione della sequenza, in una fase successiva, che permette di amplificare ulteriormente la sensazione dello scorrere del tempo; nel caso del secondo esempio sopra riportato, si potrebbe arrivare a comprimere un’ora addirittura in 10 o 5 secondi.

L’enorme potere espressivo di questa tecnica, unito al suo grande impatto visivo, ha fatto sì che fosse da me scelta come mezzo per raccontare e mostrare ciò che è, per me, il Gargano.

The Making Of


Creating a time-video requires a complex iter which articulates across two “nested” tasks: the planning (and making) of the entire video and the shooting (and processing) of the time-lapse sequences required  for it. In this particular case, in the making of the whole video, the composition of the original soundtrack must be included.

Each of those three tasks (video production, time-lapses shooting and OST composing) can be divided into three phases: pre-production, production and post-production.

The “production” of the “main video” consists of the same three phases, referred to the time-lapse shooting and the OST composing.

This kind of work requires an adequate planning starting from the beginning: such planning success is entrusted to the pre-production. It starts with the identification of the Project’s focus, as in “what do I want to communicate” and “what kind of language should I employ to do it in the most efficient way”. In my case, after building on the idea to create my own portrait of the Gargano territory, I had to choose WHAT exactly I wanted to communicate with this video.

So I identified the three concepts of “Majesty”, “Variety” and “Mediterraneity”. From these concepts I’ve inferred the three questions that would have led me to the conduction of a good pre-production.

Majesty: “Which language should I use to express this concept?”

Variety: “Which scenarios shoud I show to better express the variety of this land?”

Mediterraneity: “Which aspects and caratteristics of the Garganic territory should I include to achieve a precise geo localization of the places which are the main project focus?”


Realizzare un video in time-lapse richiede un complesso iter che si articola attraverso due processi “annidati”: la pianificazione (ed esecuzione) dell’intero video e la realizzazione delle singole sequenze time-lapse per esso necessarie. Nel caso di questo particolare video, nella relizzazione va aggiunto anche il processo di composizione della colonna sonora.

Ciascuno di questi tre processi (video principale, acquisizione sequenze time-lapse e composizione colonna sonora) può essere suddiviso in tre fasi: pre-produzione, produzione e post-produzione.

La “produzione” dell’intero video corrisponde, a sua volta, alle medesime tre fasi, riferite alla produzione delle singole sequenze time-lapse e della colonna sonora.

Un lavoro di questo tipo richiede un’adeguata pianificazione sin dalle prime fasi, e questa è affidata alla pre-produzione. Si tratta di identificare il focus del progetto, ciò che si vuole trasmettere e il tipo di linguaggio da impiegare per raggiungere nel modo più efficiente questo scopo. Nel caso specifico, dopo aver deciso di voler rendere omaggio al territorio del Gargano con un video paesaggistico, si è trattato di capire cosa volessi comunicare con tale video.

Pertanto ho identificato i tre concetti di “maestosità”, “varietà” e “mediterraneità”.

Da questi concetti derivano le domande da porsi per una corretta pre-produzione del lavoro, ovvero:

Maestosità -> quale linguaggio utilizzare per esprimere questo concetto?
Varietà -> quali scenari devo mostrare al fine di rendere la varietà del territorio?
Mediterraneità -> quali aspetti e caratteristiche del territorio devo includere al fine di raggiungere una localizzazione geografica ben precisa?


So the pre-production of the video started.
After numerous location scouting sessions, hours of research and informations gathering, I got to the operational phase, the “production”, consisting of the actual gathering of the required material. This macro-phase, as written above, corresponds to the shooting of the time-lapse sequences and so it can be split into the three aforementioned sub-phases.

The pre-production of a time-lapse sequence starts with the study of the place you want to picture, the light and weather conditions, the framing and eventual camera movements; based on all these factors, several decisions can be made, starting from the gear list and going on with the choice of the best hours to shoot in and other logistic aspects.


Così è iniziata la pre-produzione di questo lavoro, che mi ha portato, dopo numerose sessioni di location scouting, ricerche e raccolta di informazioni, alla fase operativa, ovvero la produzione, consistente nella creazione del materiale richiesto.

Questa fase, come già scritto, coincide con l’acquisizione delle sequenze time-lapse, e quindi può essere esplosa in tre ulteriori fasi, ad essa relative.

La pre-produzione di una sequenza time-lapse è un processo che parte dallo studio del posto (attraverso foto o visita diretta), della luce e delle condizioni meteorologiche, dell’inquadratura e di un eventuale movimento; da questi fattori dipendono la scelta dell’attrezzatura da impiegare (fotocamera, ottiche, supporti, filtri ma anche borse, utensili eccetera), la scelta dell’orario migliore e altre questioni logistiche.


After this preliminary phase and a full gear check-up, you’re ready for the actual shooting. During the production of a time-lapse sequence, whilst the camera is on the tripod, shooting for a given time, it’s paramount to be always aware of the many accidents that might occur (i.e. a wind gust, an accidental tripod shake, rain): any mistake during this process will most likely ruin the entire sequence, or make only the first (or last) part usable, which may not be long enough.

The majority of the accidents, during this phase are non-reversible, and may invalidate all the work done until that moment, forcing a re-shoot of the entire sequence. For these reasons shooting time-lapses requires a lot of planning and concentration.

So time-lapse it’s definitely not “leave the camera to shoot and relax”: you must be vigilant during the whole process and, should anything wrong happen, quick reflexes and immediate decisional skills might save hours of planning and efforts.

Before going to the next phase it’s important to spend a few words regarding the very substantial and delicate matter that is the project files organisation and consistency. To be able to quickly search for photos and sequences and avoid confusion between the files it’s necessary to organise all the shot material, so I spent some time, after every shooting session, naming the sequences’ folders, writing the name of the location and other indications that might have helped me identifying that sequence without even opening the folder, and adding keywords to the pictures.
The same task has been repeated for each time-lapse sequence exported, so that I could have usable and organised files for the final cut.

The post-production phase of the time-lapse sequences matches the final stage of the main video production phase. Here, all the efforts shooting on field become real time-lapse sequences, ready to be cut for the final video output.

Post-processing a time-lapse sequence starts from the editing of the single photos; once these are correctly processed and uniformed to prevent the flickering issue, they are ready to be exported and rendered in a final time-lapse clip, showing the scene from the first shot up to the last.


Dopo questa fase preliminare e dopo un check-up della strumentazione, si scende in campo. Durante la produzione di una sequenza time-lapse, nonostante la camera sia ferma “a scattare” per un dato periodo di tempo, è necessario restare sempre all’erta, per intervenire in caso di disturbi di qualsiasi tipo (folata di vento, urto accidentale del treppiede, pioggia improvvisa): durante questa fase non sono ammessi errori in quanto produrre, ad esempio, una foto mossa a metà della realizzazione della sequenza comprometterebbe l’intero processo di acquisizione e permetterebbe di utilizzarne soltanto la porzione precedente (o successiva) alla foto mossa, e questa potrebbe risultare non sufficientemente lunga.

La maggior parte degli errori in fase di acquisizione di un time-lapse non sono correggibili nella fase di post-produzione; per questo tale tecnica richiede un livello di pianificazione e concentrazione estremamente alto.

Dunque time-lapse non vuol dire “lascia la macchina a scattare e rilassati”: bisogna essere costantemente vigili durante l’intero processo e, in caso di imprevisto, riflessi pronti e immediate capacità di decisione possono salvare ore di pianificazione e sforzi.

Prima di passare alla fase successiva è bene spendere una parola su un concetto molto importante, ovvero quello dell’ordine e della consistenza tra i file del progetto. Per poter essere più svelti nella ricerca delle sequenze ed evitare confusione tra i file è necessario tenere in un certo modo il materiale acquisito, pertanto ho proceduto, volta per volta, a nominare in modo coerente le cartelle, indicando il luogo della sequenza e altri aspetti che potessero aiutarmi ad identificarla al volo – anche senza aprirne la cartella, e assegnando alle foto delle parole chiave. Lo stesso procedimento è stato impiegato al momento dell’esportazione delle clip, in modo da avere dei file facilmente leggibili ed utilizzabili per il montaggio finale.

La fase di post-produzione delle singole sequenze time-lapse corrisponde, in un certo senso, all’ultima parte della produzione del video principale. In questa fase tutte le energie spese sul campo si concretizzano in sequenze definitive, da montare poi per formare il video finale.

La post-produzione di una sequenza time-lapse avviene a partire dalle singole foto; una volta che queste sono state singolarmente lavorate ed uniformate per evitare sfarfallii durante la riproduzione (flickering), possono essere esportate in singole clip video, che mostrano l’intera scena, dal primo all’ultimo scatto.


In the case of “Gargano – Mediterranean Majesty”, we can insert a third macro-passage, before jumping to the post-production of the main video: the production of the original soundtrack, which articulates in the same three phases mentioned for the other tasks. The pre-production of the OST consist in understanding the mood of the video and identifying the instruments, the rythmic, armonic and melodic solutions that best fits that mood; the production phase consist in composing, arranging and recording all the musical tracks and, lastly, the post-production takes places on the DAW software and corresponds to the audio editing, mixing and mastering, which lead to the final audio file.

The post-production of the main video starts here, after all the time-lapse sequences have been rendered and the soundtrack is ready and it consists in the final cut and editing of the main video.


Nel caso specifico di questo progetto, come già menzionato, possiamo inserire un terzo processo, accanto a quello fotografico e video, ovvero quello della produzione della colonna sonora.

Anche qui possiamo individuare le canoniche “tre fasi”, ovvero pre-produzione, produzione e post-produzione; la prima consiste nel comprendere l’atmosfera che si vuole comunicare con il video e nell’individuare le sonorità, gli strumenti, le soluzioni ritmiche, melodiche e armoniche necessarie affinché questa venga espressa attraverso la musica. La seconda fase consiste, nel mio caso, nell’effettiva composizione e registrazione delle tracce musicali e, infine, la post-produzione corrisponde alle due fasi del missaggio e del mastering, che portano ad avere un brano completo, pronto per essere utilizzato nel montaggio.

A questo punto si può procedere con la post-produzione dell’intero video, ovvero il montaggio delle sequenze in un contenuto organico, che rispetti i principi posti in fase di pre-produzione.

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